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LA NUOVA DISCIPLINA DELLA GESTIONE DELLA CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO 

Con Legge 27 gennaio 2012, n. 3 (modificata dal D.L. 179/2012 conv. con la L. del 17/12/2012 n. 212), così come modificata ed emendata dal recentissimo codice della Crisi di Impresa e dell'Insolvenza in attuazione della L. 19/10/2017 n. 155, in corso di pubblicazione, al fine di porre rimedio alle situazioni di sovraindebitamento non soggette né assoggettabili alle vigenti procedure concorsuali, si consente ora al debitore di concludere un accordo con i creditori nell'ambito della procedura di composizione della crisi. Per «sovraindebitamento» si intende una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonché la definitiva incapacità del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni. Si tratta di una disciplina che prevede quattro modalità di soluzione della crisi del debitore non fallibile:

-           l'accordo o "concordato minore"

-           il piano del consumatore "di ristrutturazione dei debiti"

-           il procedimento di "liquidazione controllata del sovraindebitato"

-           l'"esdebitazione del sovraindebitato"

A mezzo di tali procedure si prevede un meccanismo di estinzione (controllata in sede giudiziale) delle obbligazioni del soggetto sovraindebitato non fallibile, da attuarsi attraverso la collaborazione degli Organismi di composizione della crisi da sovraindebitamento, strutture espressamente previste e regolate dal D.M. 202/2014.

Il Gestore della crisi opera all'interno degli Organismi ed amministra i procedimenti di composizione della crisi da sovraindebitamento avviati dagli istanti.

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