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Ministero della Giustizia, Decreto 10 marzo 2014

Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione dei compensi per la professione forense ai sensi dell'art. 13 comma 6 della legge 31 dicembre 2012 n. 247.


Si tratta nelle importanti novità contenute nel testo del Decreto ministeriale dei parametri firmato dal ministro Guardasigilli, in attuazione dell’articolo 13 della legge professionale forense 247/2012.

Vediamole in sintesi, senza pretesa di esaustività e in vista di un prossimo lavoro approfondito sulla base del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

Innanzitutto nella versione finale del dm è stata soppressa la riduzione del 30% dei compensi riconosciuti agli avvocati in regime di patrocinio a spese dello Stato.

In questo modo si è “limitato il danno” di una riduzione inaccettabile, e si è evitato che tale percentuale si sommasse al taglio già previsto nella legge di Stabilità 2014 (che riduce di un terzo).

E’ chiaro che qualsiasi riduzione, di per sé, è un vulnus al principio di uguaglianza dei cittadini che solo la grave situazione del bilancio dello Stato piò giustificare in via, ci auguriamo, temporanea.

In secondo luogo il decreto Parametri reintroduce il rimborso delle spese forfettarie, ingiustificabilmente estromesso dal dm 140/2012; e la versione definitiva ne fissa una percentuale fissa al 15%, per evitare discrezionalità e difformità sul territorio nazionale al momento della liquidazione giudiziale.

La norma che prevede la riduzione dei compensi per inammissibilità/improponibilità/improcedibilità della domanda, inaccettabile nella sua formulazione originaria, è stata ricondotta a ragionevolezza laddove impone che tale riduzione sia disposta solo in caso di gravi ed eccezionali ragioni espressamente indicate nella motivazione della decisione di liquidazione.

Più in generale sono molteplici le novità positive introdotte dal DM Parametri, in assoluto come nuovo sistema di disciplina dei criteri di misurazione e calcolo dei compensi forensi; sia soprattutto rispetto al DM 140/2012 che il CNF ha ritenuto inaccettabile sia nella sua versione originaria sia in relazione alla proposte di modifica circolate nel 2013 che sarebbero state una accettazione al ribasso di minimi miglioramenti, che tuttavia non avrebbero eliminato le storture e i limiti anche parametrici di quel testo.

I valori medi e le nuove tabelle. In linea di massima e facendo una media, il testo del DM rispetto al dm 140 aumenta i valori medi dei parametri del 50%. Ci sono alcune voci e intere tabelle che possono vantare aumenti molto consistenti: così è per la tabella relativa ai Giudizi ordinari e sommari di cognizione davanti al tribunale, per esempio; o quella per le cause di lavoro. Non solo. Rispetto al dm 140 sono state previste nuove tabelle dedicate ad attività professionali frequenti e pur non considerate da quel decreto: si tratta delle tabelle per Atto di Precetto e dei Procedimenti Monitori, che conseguono alla previsione autonoma, nella parte normativa dedicata alla indicazione delle diverse fasi del procedimenti, delle fasi di studio, introduttiva, istruttoria e di trattazione del procedimento esecutivo.

E anche la tabella per la Convalida locatizia.

Sono state eliminate quelle riduzioni fino alla metà dei compensi spettanti per le cause di lavoro di valore inferiore a 1000 euro e per le cause per indennizzo e irragionevole durata dei processi.

Nella tabella penale, ancora, è stata inserita la voce delle Indagini Preliminari.

Oltre alla già ricordata reintroduzione del rimborso delle spese è stata introdotta la indennità di trasferta.

La parte normativa prescrive anche di tener conto in maniera autonoma della attività post-decisione e della attività stragiudiziale svolta prima o in concomitanza con l’attività giudiziale ma abbia autonoma rilevanza.

Struttura del decreto. Maggiore leggibilità e trasparenza. Il decreto garantisce chiarezza e trasparenza per orientare gli operatori nella valutazione dei costi/benefici di una prestazione professionale. Favorisce quindi la prevedibilità dei costi della prestazione professionale.

Si compone di una parte normativa e di una parte parametrica, la quale è formata da 25 tabelle per il civile, ripartite per tipo specifico di procedimento (anche tributario e amministrativo), e di una tabella per l’attività stragiudiziale (anche per prestazioni svolte precedentemente o in concomitanza con attività giudiziali); e una tabella per il penale. Ciascuna tabella è divisa nelle quattro fasi principali del procedimento e in scaglioni di valore che replicano quelle previste per il contributo unificato per favorire ancora maggiore semplificazione.

Estensione dei casi di applicabilità dei parametri per una maggiore certezza tra operatori economici. In linea con le previsioni della legge di riforma dell’ordinamento forense, i parametri saranno applicabili non solo dal giudice nei casi di liquidazione giudiziale del compenso ma anche da avvocati e tutti i soggetti pubblici o privati, in assenza di predeterminazione negoziale del compenso con il professionista.

Estensione delle categorie di avvocati ai quali è riconosciuto il compenso. Correttamente il dm prevede e misura il compenso spettante all’Avvocato domiciliatari e al Praticante abilitato al patrocinio, che avrà titolo alla metà dei compensi spettanti all’avvocato.

Maggiore certezza nella liquidazione giudiziale del compenso e proporzionalità al “tipo” di causa. Il decreto prevede una forbice percentuale alla quale il giudice deve attenersi nel caso di scostamento del compenso liquidato dai valori medi (aumenti fino all’80 per cento, diminuzioni fino al 50 per cento) e indica non solo il principio della proporzionalità del compenso all’importanza dell’opera prestata ma anche dei parametri “generali” che tengono conto delle caratteristiche specifiche della singola attività, come la sua urgenza o la difficoltà dell’affare o della complessità delle questioni giuridiche trattate.

Prossimi passi. Perché il decreto parametri esplichi la sua efficacia, dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

(Consiglio Nazionale Forense, newsletter 11 marzo 2014, n. 186)

Nostro commento:

In data 10/03/2014 il Ministro della Giustizia ha approvato i nuovi parametri forensi che sostituiscono quelli introdotti dal DM 140 del 2012; il regolamento deve essere ancora pubblicato sulla G.U. per la sua ufficializzazione.

Il testo del regolamento consta di una parte normativa e di una parte parametrica, che si compone di 25 tabelle per il civile, ripartite per tipo specifico di procedimento, anche tributario e amministrativo, di una tabella per l’attività stragiudiziale (anche per prestazioni svolte precedentemente o in concomitanza con attività giudiziali) e di una tabella per il penale.

Ciascuna tabella è divisa nelle quattro fasi principali del procedimento (studio della controversia, introduttiva, istruttoria e decisionale) e in scaglioni di valore.

Da notare che il numero complessivo delle tabelle non si discosta molto dalla bozza del 2013 ma attendiamo comunque la pubblicazione sulla G.U. per valutare meglio le eventuali differenze.

 

Sono state introdotte alcune modifiche rispetto alla normativa precedente:

1) è stato reintrodotto il rimborso per spese forfettarie, che è stato stabilito nella misura fissa del 15% del compenso totale;

2) viene espressamente disciplinato il compenso spettante all'avvocato domiciliatario, al quale spetta un onorario non inferiore al 20% dell'importo previsto dai parametri per le fasi processuali che lo stesso domiciliatario ha svolto;

3) è stato introdotto il diritto del legale, che debba svolgere attività fuori dal luogo ove svolge la professione in modo prevalente, di percepire una indennità di trasferta e il rimborso per le spese sostenute;

4) sono state previste nuove tabelle dedicate ad attività professionali frequenti, che non erano state considerate dal precedente decreto, come le tabelle per l'atto di Precetto, per i procedimenti monitori, e per i procedimenti per convalida di sfratto.

 

In materia di Patrocinio a Spese dello Stato, il nuovo regolamento non prevede più la (ulteriore) riduzione del 30% dei compensi riconosciuti agli avvocati, che, ricordiamo, subiscono già un “ingiusto” taglio del 30%, previsto nella legge di Stabilità 2014 per il processo penale (v. art. 1, comma 606 L. 147/2013) , riduzione che si aggiunge al dimezzamento dei compensi liquidati in tale “regime”, così come dispone il D.P.R. 115/2002 per quanto riguarda il processo civile, amministrativo e tributario.

 

Si ricorda infine che i “parametri” non sono vincolanti per la predisposizione del preventivo da sottoporre al cliente ma intervengono in assenza dello stesso (o in  caso di disaccordo) e comunque laddove sia prevista o si renda necessaria una liquidazione giudiziale del compenso.

Parametri-forensi-DM-10-marzo-2014.pdf

Tabelle Parametri forensi.pdf

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